STRONCONE
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Chiunque giunga a Stroncone, rimane colpito dalla posizione panoramica del centro abitato, posto su un colle a 450 metri s.l.m., come su una terrazza affacciata sulla valle di Terni e di Narni. Lo sguardo spazia su una campagna sostanzialmente integra, costellata di agglomerati di case e piccoli insediamenti. Percorrendo i vicoli, sostando negli slarghi, si respira ancora l'atmosfera del castello medievale, serrato fra le possenti mura. Chiese, palazzi, torri: tutto a Stroncone possiede la dignità che il tempo e la storia hanno sedimentato nel lungo fluire dei secoli. Ma Stroncone è anche un centro dinamico, che, senza dimenticare le attività tradizionali silvo-pastorali ed agricole, è proiettato verso nuove produzioni manifatturere e verso l'impresa turistica. Numerose, nel corso dell'anno, le manifestazioni di carattere folkloristico e culturale e le rievocazioni di carattere storico. Ottimi l'accoglienza e il clima, specie nella stagione estiva, eccellente - ed in linea perfetta con la più genuina tradizione umbra - il cibo, Stroncone è ansiosa di far conoscere ed apprezzare i propri tesori . Stroncone mantiene ancora intatto il suo circuito murario nel quale si aprono tre porte: la porta principale, originariamente fornita di antiporta, che immetteva nella piazza maggiore dove si trova l'oratorio di San Giovanni Decollato; la porta Capraia o di Sopra che controlla le montagne verso Rieti ed immette alla via degli Orti, caratteristici appezzamenti legati alle case addossate alle mura e, infine, la porta di Sotto, o porta Nuova costruita accanto alla chiesa di Santa Maria in Neve, in direzione della città di Terni.

Integro appare anche l'impianto urbano di tipo policentrico, caratterizzato da un doppio andamento a fuso, condizionato dalla morfologia del sito e dalla preesistenza di due poli di attrazione primaria: a nord la chiesa di San Michele Arcangelo o di Sant'Angelo; a sud, nel punto più elevato del centro, una torre di avvistamento intorno alla quale si edificò in età comunale la rocca che dà il nome all'attuale piazza. In questa zona del centro trovano posto il palazzo comunale e la chiesa di San Nicolò. Anche la viabilità appare condizionata dalla presenza dei due poli, organizzandosi in due sistemi unitari. Il primo, compreso tra la piazza San Giovanni e la chiesa di Sant'Angelo, è costituito da tre strade principali (via Vici, via Sant'Angelo e via Selfini) che segnano il perimetro e la bisettrice del fuso; l'altro, più irregolare poiché interrotto dalla costruzione del palazzo comunale e del contiguo palazzo apostolico, muove dall'attuale via Gregorio Contessa (già via di Sopra), tangente la piazza Sant'Angelo, per aprirsi poi ad imbuto verso la porta Reatina, da un lato, e verso la piazza della torre dall'altro. Il volto del centro, dunque, è quello assunto nei secoli XIV-XV. Poche le inserzioni dei secoli successivi: gli oratori delle confraternite, la fontana pubblica, in piazza della Libertà e alcuni palazzi, che, tuttavia, non hanno alterato minimamente il tessuto urbano medievale. L'unico intervento significativo di carattere urbanistico si colloca nel secolo XVII e consiste nello smantellamento della rocca, che sorgeva nel luogo oggi occupato dalla piazza della Torre, delimitata a sud dalla chiesa della Madonna del Gonfalone, ad est dal seicentesco palazzo Massoli e da altri caseggiati di quest'epoca. Fuori dalla cinta muraria sorgono i monasteri benedettini di San Benedetto in Fundis e di San Simeone ed il convento di San Francesco. Fra le opere pittoriche conservate a Stroncone, oltre alle miniature dei codici, spiccano nella chiesa di San Nicolò la pala con l'Incoronazione della Vergine (1520-21), opera di Rinaldo da Calvi, nella chiesa di Sant'Angelo la tela della Madonna del Rosario (1628), opera di Bartolomeo Barbiani, e, la decorazione della chiesa di San Giovanni Decollato (1610), realizzata da Giuseppe Bastiani.
A poca distanza dal centro, all'interno del convento di San Francesco si conserva una delle immagini più fedeli del santo assisiate databile, in base a documenti d'archivio, al 1400. Affrescata accanto ad una Vergine col Bambino da un maestro umbro di formazione orvietana, l'opera viene attribuita dal Lunghi al Mestro della Dormitio di Terni (LUNGHI 1984). All'esterno della chiesa, nella cappella di Sant'Antonio Abate, si può ammirare l'affresco della Madonna in trono fra quattro Santi (1509), opera di Tiberio da Assisi e nel convento, una ricca biblioteca, contenente un discreto numero di opere del secolo XVI. Sempre fuori del centro abitato, all'interno della chiesa di San Simeone e sulla lunetta esterna del portale rimangono affreschi votivi ascrivibili alla cerchia o forse allo stesso Maestro di Narni del 1409 (FRATINI 1986). Notiamo dunque che tra XIV e XV secolo, nel territorio di Stroncone, operarono artisti appartenenti ad una stessa koinè culturale tipica di questa parte dell'Umbria meridionale: non siamo in grado di stabilire se opere di questo tipo si trovassero anche all'interno del castello dove, i continui rimaneggiamenti delle due collegiate non hanno consentito la conservazione di decorazioni di questa epoca anche se, appare molto probabile che le due chiese principali ne dovessero contenere. Per i secoli XVI e XVII, invece, si evidenzia la tendenza della comunità, certamente stimolata da una discreta disponibilità finanziaria, a commissionare opere ad artisti forestieri di discreta fama, per lo più operanti in Umbria, che si mostravano al passo con la cultura artistica dell'epoca. Oculate e sempre attente ai principali fenomeni di rinnovamento estetico ci appaiono, in effetti, le scelte dei committenti sia di ambito civile che religioso.